Login Form

Login Form

GIUGNO

Con WWOOF ho imparato

l’allevamento di pecore
Dopo la laurea in geografia a Bologna ero spaesato e confuso così, quasi per gioco, ho pensato di esplorare il mondo della vita contadina. Mi sono iscritto al WWOOF ma era inverno, molti host non prendevano viaggiatori e sono finito dall’unico disposto ad ospitarmi, Mario al Finocchio Verde.
Da questo inizio un po’ casuale è fiorita una passione: ho scoperto che mi piaceva la relazione con gli animali, il lavoro e il ritmo di questa nuova vita. Per me, che temevo soprattutto la monotonia nel lavoro, era entusiasmante assaporare le stagioni e le fasi diverse di ogni produzione.
Questa multifunzionalità, tipica della piccola realtà contadina era ciò che mi si offriva come Wwoofer, così per due anni ho girato l’Italia cercando fattorie con competenze specifiche. Sono stato in cinque aziende diverse: ho imparato a fare le piantine in un vivaio, i salumi, l’olio e il pane.
In mezzo a tutto questo mi sono scoperto agricoltore e maturava in me il sogno di una realtà dove poter esprimere le esperienze che avevo acquisito. Guarda caso, a quel punto si è concretizzata la possibilità di un terreno in affitto...
Insieme a mia moglie Stefania abbiamo fatto partire da zero la nostra piccola attività di allevamento di capre, produzione e vendita di formaggi. Il bello è che non siamo soli: in questo angolo di Liguria oltre alle visite dei Wwoofer, siamo parte di una piccola rete di cinque aziende WWOOF che si sostengono a vicenda grazie allo scambio di prodotti e di aiuto.
E in mezzo a questa avventura è nato Gioele che ora ha due anni!


Mauro S.       

Con WWOOF ho imparato:

l’arte casearia

Davvero mai dire mai, mai dire per sempre…


     Dopo tanti anni di attività ricca e impegnativa nell’ambito di Mag6, di cui anche Wwoof Italia è socia, sento che ho bisogno di cambiare e di iniziare qualcosa di nuovo.
Ma da dove partire? Come reinventarsi dopo tanti anni? E cosi’ comincio a camminare tra gli host Wwoof e arrivo a Capre Diem a Chiassaia di Loro Ciuffenna (AR) .
     Qui ho potuto avvicinarmi davvero alle capre e all’arte casearia: Niccolo’ e Chiara mi hanno dato fiducia e aperto la loro casa e... la loro stalla ;-) Per due mesi ho portato le belle caprette al pascolo tra i boschi di quella terra ancora selvaggia che è il Pratomagno; Chiara mi ha insegnato a riconoscerle, chiamarle per nome, cercare di capirle.
Con Niccolo’ la stalla era sempre perfetta e il latte arrivava in caseificio per la trasformazione.
Mi sono appassionata e ho imparato tanto: trovo alchemica la trasformazione del latte nelle molteplici forme che puo’ prendere: caprini, tome , taleggi, ricotte, ecc.
Da allora sono ancora in cammino e non so quando mi fermero’.
Cinzia