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Domenica, 01 Aprile 2018 12:00

Mario Gala, visionario maestro di vita, ci ha lasciati.

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Ieri abbiamo dato l'ultimo saluto a Mario.

Eravamo tani, chi da lontano, chi da vicino a dare l'addio a Mario e a circondare d'affetto Isa e i figli: fra i tanti molti giovani a cui Mario ha cambiato la vita, aiutandoli ad aprire gli occhi su se stessi, sulla propria ispirazione, sulla libertà di intraprendere.

 

Un legame con la terra in cui l'elemento politico e sentimentale  si fondono con la ricerca della semplicità, della allegra frugalità dei gesti e delle azioni accompagnata dall'amore per l'abbondanza nella festa e  nella condivisione.

Mario è stato un appassionato interprete dello spirito del Wwoofing: ne sono testimonianza le centinaia di Wwoofers giovani e meno giovani che al Finocchio Verde hanno trovato ospitalità e guida nella acquisizione di consapevolezza, spesso anche nella acquisizione di saperi e pratiche che hanno permesso ad alcuni di loro di diventare a loro volta "agricoltori per scelta".

Nel salutare Mario vogliamo fare gli auguri a Christian e Julien che hanno deciso con coraggio e determinazione di prendere in mano il timone del Finocchio Verde.

Accompagnati dalla sapienza di Isa sapranno tenere accesa l'aspirazione di Mario alla propagazione della cultura e dello spirito della Terra.

Vi regaliamo una lettera che Matteo ha voluto scrivere a Mario nel giorno della scomparsa.

Addio piccolo grande uomo.

In questo momento di dolore, anche se con un assurdo sorriso sulle labbra pensandoti a fare il gesto dell’ombrello a tutti gli Dei, mentre scorrono lacrime sulle mie guance e gli occhi mi s’appannano, ti voglio dedicare queste parole.

Un saluto a te, che con caparbia ci hai indicato la via che dalle periferie asfaltate fugge via, tra monti valli e colline.

Un saluto a te, che con il sorriso sulle labbra sapevi anche incazzarti, eccome!

Un saluto a te e alla cascina che con amore e ostinazione hai costruito, poco alla volta, per lavorare e fare festa.

E un abbraccio a Isabella, che ti ha amato e sostenuto nei momenti magnifici come nella tragedia.

Ricordo i bei tempi passati insieme a parlare, riflettere, insultarci e darci ragione...

Mi piace pensarti felice a scorrazzare nei pascoli celesti, dove forse c’è più erba che su questa terra isterilita.

Quaggiù, invece, toccherà a noialtri continuare a percorrere le strade che dalla miseria metropolitana portano alla dura libertà della vita selvatica.

Con determinazione e rabbia, ma sempre ridendo.

Come sapevi fare tu.

Addio, Mario.

Matteo, Barcellona, 29 marzo 2018

 

Letto 1931 volte Ultima modifica il Domenica, 01 Aprile 2018 21:19