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Mercoledì, 04 Gennaio 2017 06:25

Progetto Ndiael - la collaborazione con Fratelli dell'Uomo

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Cari amici di WWOOF Italia,
il viaggio in Senegal è andato bene, interessante come sempre e pieno di

stimoli, anche se è inevitabile il confronto tra le sfide enormi a cui siamo
confrontati e la scarsità dei nostri mezzi.

Per quanto riguarda la solidarietà con le comunità del Ndiael, mi sono
incontrato con Ardo Sow, rappresentante del Comitato di difesa del Ndiael.
Ardo ci ha aggiornato sulla situazione, ci sono diversi elementi nuovi.
Il governo ha deciso di riprendersi 10.000 ettari rispetto ai 20.000
concessi originariamente all’azienda Senhuile. In generale la situazione per
l’azienda sembra molto problematica, in quanto non sono mai riusciti a
mettere bene in produzione i terreni e quindi continuano a perdere somme
ingenti di danaro, sembra più di 150 milioni di Euro dall’inizio del
progetto, inoltre c’è in corso un contenzioso con le dogane senegalesi per
vendita illegale di beni importati in esenzione fiscale. In questo quadro le
comunità continuano a fare pressione sulle autorità locali perché le terre
siano restituite alla popolazione e a seguire una linea di protesta pacifica
e negoziato “a oltranza”.
La cosa interessante è che la necessità di organizzarsi per resistere
all’accaparramento delle proprie terre ha costituito un elemento di presa di
coscienza e di apertura per molti agro allevatori “persone che non erano mai
andate a scuola e non erano mai uscite dal proprio territorio hanno
cominciato ad andare a Dakar per delle riunioni e a occuparsi di politica”.
A questo punto la strategia proseguirà su due livelli, continuare la
resistenza e prepararsi per quando le terre o parte delle terre saranno
restituite, è vitale che si sia in grado di dimostrare che è possibile
applicare un modello agricolo non intensivo i cui frutti vadano a favore di
tutta la comunità.
Ci siamo quindi accordati sul fatto che i fondi raccolti in Italia saranno
utilizzati per organizzare un’attività di scambio con il villaggio di
Guélakh per fare conoscere agli agro-allevatori del Ndiael il modello
Guélakh e valutare in che misura questo possa essere applicabile sul loro
territorio.
L’interesse per il “modello Guélakh” è una novità molto interessante nel
nostro rapporto con le comunità del Ndiael.
Il villaggio di Guélakh è una realtà con cui abbiamo un rapporto di
partenariato da 10 anni, negli anni il villaggio ha elaborato un proprio
modello agricolo che integra agricoltura, allevamento e protezione
ambientale e del territorio.
Quindi intravedo un futuro in cui sarà possibile estendere l’esperienza di
Guélakh alle terre che verranno restituite alle Comunità del Ndiael, sarebbe
veramente interessante!
Grazie per la diffusione che darai a questi aggiornamenti.
Ci risentiamo nell’anno nuovo per un 2017 pieno di lotte e progetti!

Tanti auguri di buone feste a tutti i Wwoofer.

La lettera di Stefano Lentati, che ringraziamo, ci aggiorna sull'evoluzione della situazione in Ndiael:

Wwoof Italia ha dato un contributo alla raccolta fondi di Fratelli dell'Uomo

per sostenere le attività del Comitato di Difesa.

 

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